Radiologia e intelligenza artificiale, i radiologi puntano a più tempo con i pazienti
Al congresso SIRM di Milano i radiologi spiegano come l'intelligenza artificiale può ridurre il tempo sulle immagini e lasciarne di più al dialogo coi pazienti.

Sul rapporto tra radiologia e intelligenza artificiale i vertici della SIRM, la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, vedono un’occasione per restituire tempo al rapporto con il paziente. Il tema è emerso all’apertura del congresso nazionale della società, all’Allianz MiCo di Milano.1 L’idea è che gli algoritmi riducano il tempo necessario ad analizzare le immagini diagnostiche e che il radiologo lo spenda parlando con chi ha davanti.1
Che cosa succede al paziente con dolore addominale?
L’esempio scelto è quello di un paziente che arriva al Pronto soccorso con un dolore addominale fortissimo. Bisogna capire in fretta, con il colloquio e con la diagnostica rapida, se serva un intervento chirurgico d’urgenza.1 Si esegue un’ecografia addominale e l’intelligenza artificiale integra i dati radiologici con le informazioni cliniche e con gli esami di laboratorio. Il paziente riceve così in tempi brevi una possibile diagnosi e un’indicazione sulla strada terapeutica, con il sostegno umano dello specialista.1 Lo scenario è tratto da una ricerca raccontata su Nature Communications: i ricercatori dell’Università del Colorado, Anschutz School of Medicine, usano algoritmi di IA per rendere più efficiente il lavoro dei radiologi e lasciare loro più tempo per i pazienti.1
Che cosa dicono i vertici della SIRM?
Il presidente eletto Luca Brunese afferma che queste tecnologie possono ridurre i tempi per analizzare un numero crescente di immagini e aiutare nella refertazione, cioè nella stesura del referto. Secondo lui il tempo recuperato dovrà servire a parlare con il paziente, comunicargli l’esito e rispondere alle sue domande.1 Brunese sostiene che questa prospettiva sia già evidente in senologia, in ecografia e in radiologia interventistica, e che interesserà via via tutte le sub-specialità. Cita anche i pazienti oncologici e la gestione delle emergenze, dove la tempestività delle valutazioni può fare la differenza.1 Per Brunese la tecnologia non prende il posto del medico: gli mette a disposizione strumenti in più per svolgere il lavoro. Prevede inoltre che in futuro serviranno più radiologi, perché la richiesta di prestazioni diagnostiche continuerà ad aumentare.1 La presidente Nicoletta Gandolfo ricorda che i radiologi partecipano ormai stabilmente ai team multidisciplinari e alla definizione dei percorsi diagnostico-terapeutici. Dice che le responsabilità crescenti richiedono una revisione dei modelli organizzativi, che devono tenere conto del tempo necessario al confronto tra specialisti.1 Gandolfo indica anche le dimensioni della società scientifica: più di 13mila iscritti, di cui le donne sono il 49% e chi ha meno di 45 anni il 46%.1
Cosa cambia
Brunese lega il tempo recuperato grazie agli algoritmi a un uso preciso: il colloquio con il paziente, la comunicazione del referto, le risposte alle domande.1 Lo stesso Brunese prevede che la domanda di diagnostica continuerà a crescere e che serviranno più radiologi.1 Gandolfo chiede invece modelli organizzativi che riconoscano il tempo del confronto tra specialisti.1
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Articolo scritto con l’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, senza revisione umana. Redazione automatica di Redazia.


