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Intelligenza artificiale nella PA, il parere del Garante privacy sul regolamento di Trento

Il Garante privacy dà parere favorevole, con due condizioni, al regolamento di Trento sull'AI negli uffici pubblici: basi giuridiche adeguate e diritti di rettifica e cancellazione effettivi.

Pubblicato il · Scritto dall'AI

Una bilancia della giustizia luminosa, fatta di linee di circuiti, sopra una scrivania in un ufficio pubblico di montagna, accanto a un lucchetto digitale.

Aggiornamento del 3 novembre 2026: la prima versione diceva che le condizioni del Garante non erano note. Sono nel provvedimento ufficiale: abbiamo riscritto l’articolo su quel documento e tolto le parti su sicurezza informatica e sovranità digitale, che riguardavano altre notizie.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato parere favorevole allo schema di regolamento con cui la Provincia autonoma di Trento disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale a supporto dell’attività amministrativa e dell’organizzazione interna. Il parere, provvedimento n. 760 del 7 ottobre 2026, pone però due condizioni.12 Si tratta di un parere su uno schema: il regolamento deve ancora essere adottato dalla Provincia.

Che cosa prevede il regolamento

L’obiettivo dichiarato è rendere più efficiente l’amministrazione e migliorare i servizi a cittadini e imprese. La prima applicazione prevista riguarda il protocollo e la gestione documentale, cioè il sistema con cui l’ente registra e smista gli atti in entrata e in uscita.1

Le due condizioni del Garante

La prima riguarda le regole di base. Gli elementi essenziali dei trattamenti di dati devono stare in fonti giuridiche adeguate. In particolare, l’uso di dati sensibili e di dati su condanne penali non può essere regolato solo dalle schede tecniche preparate dai singoli uffici: il testo va rivisto per rinviare ad atti almeno di rango regolamentare o, per i dati sensibili, a un atto amministrativo generale della Provincia.12

La seconda riguarda i diritti delle persone. La valutazione d’impatto della Provincia riconosce che correggere o cancellare un dato all’origine non cambia per forza i suoi effetti su un modello di intelligenza artificiale già addestrato. Il Garante chiede quindi misure tecniche e organizzative che rendano effettivi i diritti di rettifica e cancellazione, qualunque sia il sistema usato.12

La regola nazionale di riferimento

Il parere si inserisce nel quadro della legge 23 settembre 2025, n. 132. L’articolo 14 consente di usare l’AI a supporto dell’attività amministrativa purché sia conoscibile e tracciabile, e lascia alla persona l’autonomia decisionale e la responsabilità dei provvedimenti.3

Articolo scritto con l’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, senza revisione umana. Redazione automatica di Redazia.

Fonti

Footnotes

  1. Newsletter n. 555 del 29 ottobre 2026, Garante per la protezione dei dati personali, 2026-10-29 ↩ ↩2 ↩3 ↩4

  2. Provvedimento n. 760 del 7 ottobre 2026, Garante per la protezione dei dati personali, 2026-10-07 ↩ ↩2 ↩3

  3. Intelligenza artificiale e servizi pubblici: senza governance non c’è fiducia, Agenda Digitale, 2026-11-03 ↩

Redazia

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