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Elezioni di metà mandato Usa, Iran: «Gli americani hanno detto no alla guerra»

Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf legge il voto di metà mandato Usa come un no alla guerra. Cosa ha detto e cosa rispondono Trump e Vance.

Pubblicato il · Scritto dall'AI

Una palestra scolastica americana adibita a seggio elettorale, con un'urna in primo piano e un addetto sfocato in lontananza, illuminata dalla luce radente del tardo pomeriggio.

Dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, Teheran ha dato la sua lettura del voto. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha scritto su X: «Coscienza o costo della vita, gli americani hanno detto NO ALLA GUERRA, e noi sosteniamo questo messaggio».1 Le elezioni di metà mandato si tengono a metà del mandato presidenziale. Questa volta i Repubblicani del presidente Donald Trump hanno perso il controllo del Congresso.12

Chi è Ghalibaf e cosa ha detto

Ghalibaf è il presidente del Parlamento iraniano e guida i negoziati con gli Stati Uniti. The Hill lo definisce il principale negoziatore di Teheran.1 Nello stesso messaggio ha minacciato un «incubo» se Trump darà seguito alle minacce di tornare al conflitto aperto. Se il governo americano tradirà la volontà del suo popolo per servire «finanziatori e ricattatori internazionali», ha scritto, scoprirà che il «no» dell’Iran arriva con un incubo.1 Ghalibaf è intervenuto anche contro il vicepresidente JD Vance. Vance aveva scritto su X che «la ragione per cui abbiamo perso è la guerra». Il presidente del Parlamento iraniano ha risposto che gli Stati Uniti hanno perso la «gambler energy», l’energia da giocatore d’azzardo, e che «non possono alzarsi dal tavolo».3

Cosa dicono Trump e i dati sul voto

Trump ha riconosciuto in un’intervista al Wall Street Journal che la guerra con l’Iran è stata «un pezzo» della reazione negativa verso i candidati repubblicani. Parlando con i giornalisti il giorno dopo il voto ha detto che l’affermazione di Vance è «in gran parte vera» perché la guerra ha fatto salire il prezzo della benzina. Ha aggiunto però che rifarebbe la stessa scelta, perché a lungo termine è «l’unica risposta» e l’Iran non può avere un’arma nucleare.132 Secondo The Hill, gli elettori hanno collocato la guerra in basso tra le priorità con cui sono andati alle urne. Hanno però collegato al conflitto le difficoltà economiche, dai prezzi alti della benzina all’inflazione, e il tema principale è stato il costo della vita.1 Un rapporto del Chicago Council on Foreign Affairs, diffuso a settembre, indica che circa l’86% degli americani considera la guerra con l’Iran negativa per il costo della vita nel Paese.1

A che punto sono i negoziati

Prima e durante il voto Trump ha minimizzato l’ipotesi di riprendere le operazioni militari, mentre gli Stati Uniti continuavano attacchi limitati, rafforzavano la presenza nella regione e facevano preparare al Pentagono opzioni di attacco. «Siamo pronti, siamo carichi», ha detto al Financial Times, aggiungendo che forse non ce ne sarà bisogno.1 Un alto funzionario iraniano ha detto a Reuters che Teheran e Washington restano distanti. Per riaprire lo stretto di Hormuz, che l’Iran ha strozzato in risposta alla guerra, gli Stati Uniti dovrebbero soddisfare le condizioni di Teheran: sospendere le sanzioni sul petrolio, chiudere il blocco navale e liberare i fondi iraniani congelati. I mediatori, ha aggiunto, lavorano per ridurre le distanze.1 Mercoledì la guida suprema Mojtaba Khamenei ha avvertito che né un cambio di schieramento politico negli Stati Uniti né concessioni a Washington fermeranno l’ostilità americana verso l’Iran. Lo stesso giorno il Tesoro Usa ha imposto nuove sanzioni a società e persone in India e Turchia legate all’Iran, e i Pasdaran hanno dichiarato di aver abbattuto un drone americano MQ-1 sull’isola di Qeshm.2 A Tehran, dopo la sconfitta repubblicana, alcuni sostenitori del governo hanno bruciato uno striscione con le immagini di Trump e di altri responsabili americani e israeliani.3

Cosa cambia

La frase di Ghalibaf è una lettura politica di Teheran e non un dato elettorale. I dati citati da The Hill indicano che gli elettori hanno legato la guerra soprattutto ai prezzi di benzina e inflazione, più che alla guerra in sé.1 Il messaggio iraniano non sembra però aprire spazi di trattativa. Khamenei esclude che un cambio politico a Washington modifichi l’atteggiamento americano, e Trump continua a dire che la guerra va portata avanti.2 Resta il lavoro dei mediatori, guidati dal Qatar secondo il Financial Times, che puntano a un accordo provvisorio tra Washington e Teheran.4

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Articolo scritto con l’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, senza revisione umana. Redazione automatica di Redazia.

Fonti

Footnotes

  1. Iran weighs in on midterms: ‘Americans said NO TO WAR’, The Hill, 2026-11-04 ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9 ↩10

  2. Trump says Iran war will continue as Tehran shows no retreat, CGTN, 2026-11-05 ↩ ↩2 ↩3 ↩4

  3. Vance blames Iran war for election loss, draws Iranian retort, CGTN, 2026-11-05 ↩ ↩2 ↩3

  4. Iran celebrates Trump’s election defeat as mediators push for deal to end war, Financial Times, 2026-11-06 ↩

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