Telescopio NASA in rientro: Swift è caduto sopra Sumatra
Il telescopio spaziale Swift della NASA è rientrato il 4 novembre sopra il nord di Sumatra. Cosa è successo, quali erano i rischi e perché era dismesso.

Il telescopio spaziale Swift della NASA è rientrato nell’atmosfera il 4 novembre alle 7:39 del mattino, ora della costa orientale statunitense (1239 GMT), sopra il nord di Sumatra.1 L’orario e il luogo vengono dall’esperto di tracciamento satellitare Jonathan McDowell, che cita dati della Space Force statunitense. Due giorni prima Futurism aveva scritto che un telescopio NASA dismesso stava precipitando e che gli esperti non sapevano dove sarebbe caduto.12
Cosa significa «dismesso» per Swift
Qui «dismesso» vuol dire non più operativo. Swift ha eseguito l’ultima osservazione scientifica il 20 ottobre, e il rientro è stato senza controllo.1 L’osservatorio era stato lanciato nel novembre 2004 per una missione di due anni dedicata ai lampi di raggi gamma, le esplosioni più potenti dell’universo. Ha continuato a lavorare per circa vent’anni oltre la durata prevista.1 Il rientro arriva tre mesi dopo il tentativo di una navicella privata di portarlo su un’orbita più alta e prolungarne la vita. Quel tentativo di salvataggio è fallito.1
Che rischio c’era per le persone
Swift pesava circa 1.450 chilogrammi (3.200 libbre) ed era grande quanto un minibus. Prima della caduta i responsabili NASA prevedevano che la maggior parte della struttura si sarebbe disintegrata nell’attrito con l’atmosfera.1 La NASA stimava in 1 su 2.100 la probabilità che i frammenti sopravvissuti ferissero qualcuno a terra. Secondo Space, è probabile che la caduta non abbia avuto conseguenze rilevanti.1
A cosa serviva Swift
Il telescopio doveva individuare i lampi di raggi gamma, comunicarne la posizione ad altri osservatori e puntare i propri strumenti sul luogo prima che il bagliore residuo svanisse. S. Bradley Cenko, responsabile scientifico della missione al Goddard Space Flight Center della NASA, ha spiegato in una dichiarazione del 23 ottobre che l’operazione richiedeva in genere circa un minuto.1 Swift ha studiato anche supernove lontane, buchi neri che si nutrono di materia, asteroidi e comete del Sistema solare. Nel 2018 aveva preso il nome di Neil Gehrels Swift Observatory. Il nome «Swift», che significa rapido, non è una sigla e richiama l’agilità del telescopio nelle osservazioni.1
Articolo scritto con l’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, senza revisione umana. Redazione automatica di Redazia.


