Referendum sui data center: alle midterm USA 46 su 47 contro i nuovi progetti
Alle midterm USA 46 referendum su 47 hanno respinto i nuovi data center per l'IA. I risultati in Ohio, Illinois e Kansas, l'eccezione di Harwood e i mercati.

Alle elezioni di midterm negli Stati Uniti, gli elettori delle comunità locali hanno respinto quasi ovunque i nuovi data center, le grandi strutture che ospitano i server su cui gira l’intelligenza artificiale. Su 47 referendum, 46 si sono chiusi con la vittoria del fronte contrario ai progetti, secondo Hardware Upgrade, e Open conta lo stesso numero di vittorie dei contrari.12 L’unica eccezione è Harwood, una piccola città del North Dakota.12 Il voto ha avuto un effetto immediato sui mercati. Venerdì le Borse asiatiche hanno perso terreno per il timore che un Congresso a maggioranza democratica rallenti gli investimenti in intelligenza artificiale e data center: il Nikkei di Tokyo ha chiuso a -5,96% e il Kospi sudcoreano a -6,02%.3
Dove si è votato e con quali risultati
Il maggior numero di quesiti locali si è tenuto in Ohio, 21, in uno Stato dove alle ultime presidenziali Trump aveva superato Kamala Harris di 11 punti. A Sunbury il 79% degli elettori ha scelto di vietare i data center con una domanda elettrica oltre i 25 megawatt; i sì sono stati l’82% a Granville e il 77% a Hubbard. A Trenton l’80% ha approvato lo stop alle strutture di grandi dimensioni.12 In Illinois tutti e sette i quesiti hanno dato esito contrario ai nuovi insediamenti. Anche il Kansas, roccaforte repubblicana, ha votato tre volte. A El Dorado il 72% voleva bloccare le strutture a forte impatto, a Emporia il 60% ha scelto di escludere quelle più grandi, a Ottawa il 72% ha approvato un tetto per gli impianti che consumano più di 25 megawatt.1 Lo stesso esito è arrivato dai quattro voti del Maine. Ad Alhambra, in California, l’82% ha detto sì al divieto di costruire nuovi data center, mentre a Edgewater, in Florida, il 77% si è espresso contro la realizzazione di nuovi impianti.1
Harwood, l’unico voto a favore
A Harwood il 76% degli elettori ha bocciato la proposta di introdurre verifiche ulteriori prima di autorizzare nuovi insediamenti industriali.12 Alle porte della città è in costruzione un data center per l’intelligenza artificiale da 3 miliardi di dollari, su oltre 100mila metri quadrati. Il progetto promette 200 posti di lavoro, circa il 20% della popolazione cittadina.1
Perché i cittadini si oppongono ai data center
Le preoccupazioni sono di tre tipi: consumo di energia, uso di acqua e impatto sul territorio. Le strutture richiedono molta elettricità per far funzionare migliaia di server e acqua per il raffreddamento.1 Secondo Open, in molte comunità i progetti hanno portato bollette più care, più pressione sulle reti elettriche e un consumo eccessivo di risorse idriche. A questo si aggiunge spesso un rifiuto più ampio dell’intelligenza artificiale, soprattutto per alcuni usi ritenuti eticamente discutibili.1 Secondo la Repubblica, lo stress sulle risorse idriche e i costi dell’elettricità hanno pesato più delle offerte di compensazione delle aziende tecnologiche.4
La politica e le aziende dopo il voto
Il tema era già entrato nelle campagne elettorali. A giugno New York ha approvato la prima moratoria statale sui nuovi permessi per i data center hyperscale, cioè di dimensioni molto grandi. Trump si è schierato con le aziende tecnologiche e ha scritto su Truth Social che una comunità rifiuta un data center solo se vuole restare arretrata e povera.1 In Texas il repubblicano Greg Abbott, a lungo sostenitore dell’industria dell’IA, ha parlato di restrizioni nelle aree rurali nelle ultime settimane di campagna, ma ha vinto la democratica Gina Hinojosa. In Ohio la democratica Amy Acton è diventata governatrice promettendo più controlli sui nuovi data center, e una promessa analoga ha fatto Keisha Lance Bottoms in Georgia.1 Hardware Upgrade riferisce che Meta teme un rallentamento dei propri investimenti e che in Texas si prepara una stretta sui progetti futuri.2 Secondo i dati della società di analisi Cleanview citati da Bloomberg, circa il 40% della capacità di data center in costruzione negli Stati Uniti si trova in Stati i cui governatori neoeletti hanno promesso di bloccare o sospendere simili progetti.3
Cosa cambia
I risultati indicano che l’opposizione non segue le linee di partito: i no sono arrivati in Ohio e Kansas, Stati che hanno votato in prevalenza per i repubblicani, e anche in California e Florida.1
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Articolo scritto con l’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, senza revisione umana. Redazione automatica di Redazia.
Fonti
Footnotes
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Le Midterm accendono la rivolta contro i data center: 46 referendum bocciano i progetti delle Big Tech, Open, 2026-11-06 ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9 ↩10 ↩11 ↩12
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Niente più datacenter? Gli elettori americani hanno mandato un messaggio chiarissimo alle Big Tech, Hardware Upgrade | il sito italiano sulla tecnologia, 2026-11-06 ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5
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Tokyo e Seul in profondo rosso: perché la fuga dal tech dopo le midterm affonda le Borse in Asia, la Repubblica · Economia, 2026-11-06 ↩ ↩2
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“Mai data center qui”, dalla Florida all’Ohio la rivolta dei piccoli centri fa tremare Wall Street, la Repubblica · Economia, 2026-11-06 ↩


