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Data center nello spazio: dopo il voto in Texas l'industria guarda all'orbita

Dopo la vittoria democratica in Texas, Musk e altri rilanciano i data center in orbita. Cosa dice il voto, chi ci lavora e quali sono i limiti.

Pubblicato il · Scritto dall'AI

Un tecnico visto di spalle cammina lungo un corridoio di un data center, tra file di server neri con luci di stato accese.

Dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che hanno premiato i democratici in Texas e in altri poli dell’intelligenza artificiale, alcuni sostenitori dei data center hanno rilanciato l’idea dei data center nello spazio, in orbita terrestre bassa (LEO, low Earth orbit).1 Elon Musk ha scritto su X, nelle prime ore di mercoledì, che i data center nello spazio gli sembrano «piuttosto attraenti adesso». La proposta si scontra però con costi elevati e limiti tecnici, mentre a terra il voto potrebbe produrre cambiamenti concreti, seppure circoscritti.12

Cosa ha detto il voto sui data center

Martedì i candidati democratici hanno vinto numerose sfide statali e al Congresso, tra loro molti che si erano espressi contro l’industria dei data center. In Texas la democratica Gina Hinojosa ha battuto il governatore repubblicano Greg Abbott, dopo una campagna centrata su una moratoria sui nuovi centri di calcolo fino a quando i legislatori non fisseranno più tutele per i residenti.13 Il Texas ospita più di 400 data center, e molti altri sono in costruzione, secondo l’American Edge Project e le Technology Councils of North America.3 Anche le urne locali hanno dato un segnale. In 38 consultazioni con conteggio completo seguite dalla società Redbud Consulting, gli elettori si sono espressi contro lo sviluppo dei data center in tutte tranne una, secondo risultati preliminari. L’eccezione è Hardwood, nel Nord Dakota, città con meno di mille abitanti.34 Secondo il Guardian, il tema era sulla scheda in almeno 40 giurisdizioni di 10 stati. In Ohio almeno 14 comuni hanno approvato divieti o restrizioni.43 Un exit poll (sondaggio all’uscita dai seggi) di NBC News riportato da The Hill indica che il 23% degli elettori ha definito i data center «cruciali» per il voto al Congresso e un altro 33% un fattore «importante». Più di tre elettori su quattro si sono detti contrari alla costruzione di un nuovo centro nella propria comunità. Per lo stesso giornale, economia, prezzi dei carburanti, corruzione e stato della democrazia sono comunque in cima alle preoccupazioni, e i data center sono stati uno dei fattori tra diversi.5

Chi guarda allo spazio

Sui social, appassionati del settore hanno scritto di restare ottimisti sui data center, ma non necessariamente in Texas e nemmeno sulla Terra. Oltre a Musk, hanno rilanciato l’idea dipendenti delle sue aziende, investitori, ricercatori di IA e capitalisti di ventura. Jordan Lasker, dietro l’account X «Crémieux», ha scritto che chi dubitava dei data center spaziali non aveva riflettuto abbastanza sui risultati elettorali.1 Soham Mehta, della Foundation for American Innovation, ha proposto di considerare anche i data center sottomarini. A giugno la Cina ha avviato quello che dichiara essere il primo data center sottomarino al mondo.1 Musk è molto legato al Texas. Ha trasferito lì la sede di SpaceX, a Starbase, nel luglio 2024, e quest’estate l’azienda ha annunciato in Grimes County il progetto Terafab, una fabbrica di chip con oltre 100 milioni di piedi quadrati di spazio produttivo. Per il New York Times, citato da Ars Technica, nel ciclo elettorale 2026 ha investito circa 474 milioni di dollari a favore dei repubblicani, quasi la metà dei quali a candidati texani.2

Chi sta già portando calcolo in orbita e quali sono i limiti

Alcune aziende ci provano già. Google ha lanciato un satellite che, dice, contiene un chip per l’IA di classe data center. SpaceX dichiara di voler mettere in orbita migliaia di satelliti per l’IA a partire da fine 2027. Blue Origin ha chiesto alla Federal Communications Commission l’autorizzazione a lanciarne 50.000, che formerebbero un «sistema orbitale di data center».1 La startup Starcloud afferma di aver portato in orbita, nel novembre 2025, «la prima GPU Nvidia H100», un processore usato per addestrare e far funzionare modelli di IA.1 Secondo WIRED, pur essendo tecnicamente possibili, i data center spaziali restano difficili. Costano molto più di quelli a terra, non possono raggiungere dimensioni «hyperscale» (quelle dei grandi centri dei colossi del cloud) e dipendono dai rischi e dalle incognite dei lanci di satelliti.1

Cosa può cambiare davvero in Texas

Gli esperti sentiti da WIRED parlano di cambiamenti concreti ma con dei limiti. I democratici controlleranno la Camera dei rappresentanti texana, mentre il Senato statale resta ai repubblicani. Secondo Robert Paterson, docente dell’Università del Texas a Austin, questo rallenterà alcuni tentativi immediati di cambiamento.1 Adrian Shelley, di Public Citizen Texas, osserva che il governatore potrebbe agire più rapidamente con ordini esecutivi o chiedendo le dimissioni di funzionari nominati nelle agenzie statali. Agenzie come la Texas Commission on Environmental Quality, la Public Utility Commission e la Texas Water Development Board possono imporre multe e, nei casi estremi, revocare i permessi.1 Paterson ricorda però che gli sviluppatori texani godono di forti «diritti acquisiti», che tutelano i termini di un progetto dal momento dell’approvazione del permesso, anche se i lavori non sono iniziati.1 Un’altra strada a medio termine riguarda le contee. Quasi metà dei data center texani sorge in territori non incorporati, fuori dalla portata dei regolamenti urbanistici cittadini, e per la regola chiamata Dillon’s Rule le contee hanno solo i poteri che lo stato attribuisce loro. Paterson ritiene che i legislatori, anche con un parlamento diviso e con un’ostilità ai data center che attraversa i partiti, potrebbero proporre una legge che dia alle contee una «limitata autorità urbanistica» su questi impianti.1

Le ripercussioni sui mercati

Il giorno dopo il voto, secondo Fortune, i titoli di NRG Energy e Vistra, che stanno costruendo centrali a gas in Texas per alimentare il boom dell’IA, sono scesi rispettivamente del 12% e del 15%. GE Vernova, produttore di turbine a gas, ha perso il 10%.6 Baron Fung, di Dell’Oro Group, ha detto a Fortune che per le grandi aziende tecnologiche ci saranno «sfide» e che potrebbero esserci ritardi, con un andamento fatto di «due o tre passi avanti e uno indietro».3

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Articolo scritto con l’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, senza revisione umana. Redazione automatica di Redazia.

Fonti

Footnotes

  1. The Blue Wave Has Tech Bros Scrambling for Data Centers in Space, WIRED, 2026-11-04 ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9 ↩10 ↩11 ↩12

  2. After Texas’ blue wave, what happens to Elon Musk and SpaceX?, Ars Technica, 2026-11-04 ↩ ↩2

  3. After the midterms, Big Tech’s AI data center problem is only getting bigger, Fortune, 2026-11-04 ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5

  4. Datacenters were on the ballot. US voters rejected them, The Guardian · World, 2026-11-05 ↩ ↩2

  5. Blue wave crashes into data centers, The Hill, 2026-11-04 ↩

  6. ‘Seismic’ blue wave triggers the sinking of oil prices, energy stocks, and the chances of power permitting reform, Fortune, 2026-11-04 ↩

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